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13 settembre 2019

Stradarolo



La salita porta da Genazzano a S. Vito Romano. E’ quella che in gergo ciclistico viene definita “pedalabile”, che in sostanza significa che la puoi percorrere senza necessariamente sputare sangue e brandelli di polmoni. Questo la rende adatta anche a qualche, seppur affannato, scampolo di conversazione.
A - Hey, Tullio.
T. - Eh!
A. - Volevo dirti una cosa.
T. - E dilla!
A. - Ho avuto un’idea!
Qualcosa che assomiglia ad una scossa elettrica percorre la spina dorsale di T. Lo fa un paio di volte, dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso, a sottolineare la criticità della situazione. Le idee di Satta! Le idee di Satta fanno paura. Quando si è, ad esempio, piacevolmente riuniti e vengono pronunciata le temibili parole “Ho un’idea”, la maggior parte con malcelata indifferenza cerca di frapporre tra sé e l’autore della frase una ragionevole distanza di sicurezza (che peraltro non è mai abbastanza sicura, da quando hanno inventato il telefono). In bici non si scappa, salvo impegnarsi in un ingiustificabile scatto in salita, e così…
T. - Ah!
A. - La vuoi sapere?
T. - …
A. - Eh?
T. - Sì, sì, certo (deglutisce). Dilla.
A. - Ho pensato…  realizzare… evento artistico… piazze, vicoli… Zagarolo, Genazzano… danza, musica… mongolfiera… autobus… teatro… senzaleauto… sentieri… luci, drappi… poesia… pizzica… tango… libri… tovaglia... biciclette… lanterne… ferrovia…
Così, per 3750 metri, che alla penosa media di 8,7 km/h, corrisponde a 25 minuti e 51 secondi di appassionata illustrazione di un’idea fantastica (nel senso letterale del termine).
T. - …
A. - Che ne pensi?
T. - Bello è bello…
A. - Pero?
T. - Non ho detto però
A. - Era sottinteso
T. - Ok, però mi sembra irrealizzabile


Ebbene, benvenuti a Stradarolo!


Se proprio volete saperne di più, a vostro rischio e pericolo:

https://www.facebook.com/stradarolo/


17 giugno 2014

Casilina: professione pericolo

Cammino distrattamente sul marciapiede che costeggia via Casilina. Alzo gli occhi e vedo sul marciapiede di fronte una giovane mamma con un passeggino. E’ ferma e probabilmente sta aspettando qualcuno.  E’ comprensibilmente tranquilla. E’ sul marciapiede di un tratto urbano e non dovrebbe avere ragione di preoccuparsi. Probabilmente non ha fatto caso alle decine di frammenti dell’automobile che nemmeno 24 ore prima si era andata a schiantare esattamente nel punto in cui è lei. Già, perché venerdì 13 giugno la via Casilina è stata teatro dell’ennesimo incidente stradale, in piena zona urbana e in prossimità delle strisce pedonali (peraltro invisibili, come dimostra chiaramente la foto) che quotidianamente decine di bambini attraversano per recarsi a scuola. Mi chiedo perché siamo così rassegnati a considerare una fatalità episodi come questo e mi chiedo quali siano le cause, sia della rassegnazione sia degli incidenti.
Le cause sono molteplici. In primo luogo c’è una subcultura dell’automobile, dalla quale non riusciamo a liberarci. L’automobile è diventata non solo il mezzo di trasporto irrinunciabile, anche in circostanze in cui le alternative sarebbero ragionevoli, ma è anche e soprattutto uno strumento di affermazione sociale del quale trascuriamo le potenzialità distruttive. L’automobile è un’arma che uccide ogni anno migliaia di persone, che noi utilizziamo con troppa superficialità, salvo poi attribuire al fato terribili disgrazie. In secondo luogo c’e l’incultura dei pubblici amministratori, incapaci di farsi carico davvero dei problemi di sicurezza legati alla mobilità. Autovelox che vengono installati col solo obiettivo di fare cassa e che quindi si disinteressano della riduzione dei pericoli sulle strade. Non è un caso che a Labico nessuno si sia preoccupato di realizzare sistemi passivi per la riduzione della velocità o per impedire i sorpassi all’interno dell’area urbana. Se si fosse fatto, il bilancio comunale avrebbe avuto un’importante entrata in meno. E così si sono perse importanti occasioni, possibili finanziamenti, progetti funzionali. L’ultimo intervento è stato realizzato una dozzina di anni fa, ampliando in modo insensato la sede stradale. Ricordo che qualcuno provò a fare presente al sindaco dell’epoca (lo stesso di adesso, peraltro) che l’intervento sarebbe costato molti soldi pubblici, ma che sarebbe aumentata l’insicurezza intrinseca della strada, perché l’allargamento della carreggiata aumenta la propensione degli automobilisti a velocità non compatibili con l’ingresso nell’area urbana. Gli si disse che forse, a parità di costo, sarebbe stato meglio, ad esempio, prevedere la realizzazione di una rotatoria. Il sindaco replicò ostentando grande autorevolezza – forte della sua totale incompetenza in qualsiasi materia, ma con’evidente eccellenza in quella della sicurezza stradale – e affermando che la rotatoria su una strada come la Casilina “non si poteva assolutamente fare”. Nel giro di pochi anni le rotatorie sono spuntate come funghi e adesso è il sindaco stesso a prometterle. Pochi anni dopo, sempre sulla Casilina, hanno rifatto i marciapiedi. Per insondabili ragioni in alcuni punti il marciapiede altro non è che la prosecuzione della sede stradale e gli automobilisti lo invadono con allegra disinvoltura, mettendo a repentaglio l’incolumità di chi vorrebbe percorrerlo con il mezzo più consono: i piedi. Evidentemente, anche in questo caso siamo vittime di una mentalità ottusa, secondo la quale quello che conta sono esclusivamente le automobili e non ci si preoccupa minimamente né del fatto che qualcuno potrebbe – per bisogno o per scelta – avere esigenze diverse di mobilità né, tantomeno, della necessità di spingere, in qualità di amministratori, verso forme di mobilità sostenibile. D’altronde è difficile sperare che un sindaco incapace di percorrere a piedi i 400 metri che separano casa sua dalla sede comunale, riesca semplicemente ad immaginare che esistano altre forme di locomozione oltre al suo SUV.
Visto che si parla di Casilina, provo a dare una risposta anche al segretario del PD locale, Benedetto Paris, che sembra ripercorrere con sempre maggiore convinzione la “cifra” politica dei suoi avversari locali (un po' meno a livello nazionale) e dimostra una certa allergia alle critiche, alle quali risponde con un attacco scomposto in cui mi addita come: ipocrita, illazionista, in malafede, disinformato ed egocentrico (ma potrebbe essermi sfuggito qualcosa).
Confermo la mia tesi, ossia che non bisognerebbe confondere un vero e proprio “dovere” amministrativo di un ente come la Regione, la quale è tenuta a garantire la corretta manutenzione e la messa in sicurezza di una strada come la Casilina con l’azione politica, sulla quale è legittimo orientare le scelte strategico-programmatiche. In un paese normale bisognerebbe scandalizzarsi per il fatto che su una strada così importante ci sono due tratti che vengono percorsi a senso unico alternato per il progressivo deterioramento della sede stradale dovuto all’incuria e la Regione dovrebbe correre rapidamente ai ripari e, al limite, scusarsi per i disagi e per i ritardi. Mentre, guarda caso proprio durante la campagna elettorale per le europee, ho registrato un entusiasmo decisamente eccessivo per una semplice “dichiarazione di buoni propositi” sulla sistemazione della strada.
Ben diverse sono le scelte strategiche che la Regione deve fare in tema di programmazione infrastrutturale, mobilità sostenibile, mobilità ferroviaria, governo del territorio, ecc. sulle quali non si chiedono certo raccomandazioni, ma si indicano delle priorità e delle linee di azione. Io, ad esempio, sono per la promozione della mobilità sostenibile e in quest’ottica ho sempre cercato di muovermi per il potenziamento del trasporto ferroviario (tra l’altro non mi risulta di aver convocato conferenze stampa o come si vogliano chiamare in quella circostanza), per una pianificazione territoriale più equilibrata e per contenere il consumo del suolo e per scelte infrastrutturali che non deturpino l’ambiente e il territorio (come, ad esempio, la devastante bretella Cisterna-Valmontone). Mi stupisce davvero che si metta sullo stesso piano questo ambito d’azione con banali doveri di gestione amministrativa.

Infine, inviterei Benedetto ad un approccio un po’ meno astioso. Ribadisco e rivendico il mio diritto ad esprimere il mio pensiero, anche quando suona come una critica (su questo ho dalla mia la Costituzione, almeno finché non verrà stravolta). Tra l’altro – così giusto per correggere un’inesattezza, certamente involontaria – non ho inviato a nessuno le mie riflessioni e le ho solamente pubblicate sul mio blog. Comunque nessun problema: l’illazionista rimango io.

6 ottobre 2011

Interrogazione sulla frana in via Casilina


Al Sindaco di Labico, con richiesta di risposta al primo Consiglio Comunale utile e contestuale iscrizione del punto all’odg



I sottoscritti consiglieri interrogano il sindaco, per sapere, premesso che:

-          il giorno 1 ottobre 2011 una frana ha causato l’interruzione della strada statale n. 6 Casilina, una importante arteria di collegamento, con conseguenti enormi disagi, sia per i cittadini labicani, sia per l’intenso traffico veicolare di attraversamento del territorio labicano;
-          a quanto risulta la frana sarebbe stata determinata da cause non naturali imputabili a lavori che si stavano svolgendo sul costone tufaceo sovrastante la strada;
-          i disagi sono aumentati a causa della lentezza con cui si sono iniziate a predisporre adeguate informazioni agli automobilisti che, per diverse ore, sono arrivati ignari fino al punto dell’interruzione e solo l’impegno della protezione civile ha impedito conseguenze ancora peggiori;
-          anche il servizio di trasporto pubblico viene fortemente penalizzato da questa situazione e per molti studenti è molto difficoltoso recarsi a scuola a Valmontone o a Colleferro;
-          a parte la possibilità di utilizzare altri assi viari, come la via Prenestina o l’autostrada, con chilometraggi di gran lunga superiori, vi sarebbe la possibilità di individuare della viabilità alternativa, attraverso l’adeguamento di alcune strade secondarie che uniscono il territorio di Labico e quello di Valmontone;
-          non si hanno notizie sui tempi di soluzione di un così grave problema e la sensazione di assenza dell’amministrazione è palpabile;


quali azioni abbia posto in essere l’amministrazione per ridurre i disagi e per individuare in tempi rapidi la soluzione del problema;
se il Sindaco abbia posto in essere tutto quanto in suo potere per garantire la percorribilità delle strade secondarie che collegano Labico e Valmontone;
quando si prevede che verrà ripristinato il tratto della via Casilina attualmente interrotto;
se il Sindaco abbia intenzione di chiedere che vengano accertate eventuali responsabilità su quanto è successo e se intenda promuovere conseguenti azioni a ristoro del danneggiamento subito.

22 dicembre 2010

I tempi della pubblica amministrazione


La pubblica amministrazione è regolata da alcuni importanti principi. Tra questi ci sono l’imparzialità, nel senso che tutti i cittadini dovrebbero essere trattati allo stesso modo, e la certezza dei tempi sulle istanze promosse. Entrambi questi principi sono completamente disattesi a Labico. Sappiamo, infatti, che per un normale cittadino non è facile avere una risposta dalla pubblica amministrazione, però se la questione riguarda il primo cittadino i tempi si accorciano incredibilmente. Per esempio lo scorso anno è stata portata in consiglio una delibera come punto aggiuntivo per ragioni di “urgenza” con il sospetto intento di far passare in fretta e furia una permuta tra il comune e la TAV per nascondere la presenza di una strada pubblica nel terreno del sindaco. Purtroppo il giochetto non è riuscito e hanno ritirato l’atto, cercando di insabbiare la vicenda. E’ stata necessaria un’interrogazione consiliare e numerosi solleciti per ottenere l’ammissione dell’indebita sottrazione della strada e la promessa che la collettività verrà in qualche modo risarcita. Noi abbiamo qualche dubbio, ma aspettiamo con vivo interesse la proposta della maggioranza.
L’altra questione sulla quale l’amministrazione ha dimostrato una solerzia rara è stata l’organizzazione dell’evento Caput Lucis nella tenuta del sindaco. A pochi giorni dall’inizio si sono accorti che era necessario il nulla osta della commissione provinciale per il pubblico spettacolo. Troppo poco tempo per preparare le pratiche e creare le necessarie condizioni di sicurezza. Molto più facile istituire al volo una bella commissione comunale, infilandoci dentro un po’ di gente e facendo una pseudo riunione per la concessione del nulla osta richiesto. L’iter burocratico è durato quattro giorni, compresa la delibera di giunta che istituiva la commissione. Un vero capolavoro di uso del proprio ruolo pubblico per soddisfare un interesse privato. La cosa divertente è che, a quanto pare, non è così grave che il sindaco abusi in questo modo del suo potere, ma raccontarlo. Però, visto che non abbiamo paura, abbiamo pensato bene di riportare anche in video le memorabili gesta del nostro sindaco. Per ammirarle basta andare su www.vimeo.com/labico. Buona visione.

2 settembre 2010

Interrogazione sulla strada pubblica nella proprietà di Giordani


Al Sindaco di Labico, con richiesta di risposta al primo Consiglio Comunale utile e contestuale iscrizione del punto all’odg



I sottoscritti consiglieri interrogano il sindaco, per sapere, premesso che:

-          in data 6 febbraio 2009 era stata inserita d’urgenza nell’ordine del giorno del consiglio comunale una proposta di delibera recante “formalizzazione a titolo di permuta di aree tra il comune di Labico e la TAV S.p.A.”;
-          il provvedimento è stato rinviato alla seduta successiva, tenutasi il 20 febbraio 2009, durante la quale è stato disposto un ulteriore rinvio;
-          da allora nessuna notizia si ha in merito, mentre l’esame della proposta di delibera ha permesso di scoprire che la tenuta di proprietà del sindaco, Andrea Giordani, è attraversato da una strada demaniale preclusa all’uso pubblico;


come sia stato risolto il contenzioso con la TAV S.p.A. per la definizione della convenzione relativa ai terreni interessati dalle opere dell’alta velocità ferroviaria, ivi compresa la particella ricadente nella proprietà del sindaco;

se intenda fornire chiarimenti sulla strada demaniale che attraversa la sua proprietà e spiegare se e in che modo sia passata alla sua disponibilità, se e quando e ad opera di chi sia stata deciso il declassamento della strada e se e in che misura il comune abbia ottenuto un equo corrispettivo per il bene fondiario di cui sembra si sia persa la pubblica disponibilità e fruibilità.


BERLENGHI, SPEZZANO

Alle colonne d'Ercole

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La mia ultima avventura