19 ottobre 2010

Interrogazione regionale sull'ASI di Labico




Al Presidente del Consiglio Regionale


Interrogazione urgente a risposta scritta


Oggetto: realizzazione di un’area di sviluppo industriale - ASI nel Comune di Labico (Rm), e del collegamento stradale Cisterna-Valmontone.

Il sottoscritto Angelo Bonelli Capogruppo dei Verdi

Premesso che:
-          il Comune di Labico, con deliberazione della Giunta Municipale n. 104 del 24 novembre 2009, ha affidato al CST – Consorzio per lo sviluppo territoriale con sede a Roma - un incarico per l’attivazione delle procedure per l’istituzione di un consorzio intercomunale di Sviluppo Artigianale, Industriale, Produttivo e Logistico (ASI Labicana);
-          l’affidamento dell’incarico è avvenuto ai sensi della legge regionale 29 maggio 1997, n. 13, recante “Consorzi per le aree ed i nuclei di sviluppo industriale”, la quale disciplina – sulla base delle norme quadro dettate dal D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218 – l’assetto, le funzioni e la gestione dei consorzi per le aree ed i nuclei di sviluppo industriale;
-          l’individuazione dell’area, secondo la premessa al provvedimento deliberativo della giunta, sarebbe giustificata dalla previsione della realizzazione del nodo di intersezione della strada di collegamento denominata Cisterna-Valmontone;
-          sempre nella premessa dell’atto si parla di un’opera infrastrutturale “già adeguatamente finanziata ed in fase di attuazione”, quando – sulla base dei dati forniti dal Governo con l’allegato IV, Programma delle infrastrutture strategiche, allo schema della decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013, attualmente all’esame del Parlamento – sono ancora da reperire 327 milioni di euro e la fase è ancora di progettazione preliminare;
-          va rilevato che, proprio nell’area dove è previsto il tracciato autostradale, l’amministrazione comunale sta tollerando la realizzazione di edifici abusivi destinati ad uso abitativo;
-          il combinato disposto della realizzazione della bretella Cisterna-Valmontone, del relativo casello autostradale, della viabilità di collegamento, dell’area di sviluppo industriale, potrebbe sottrarre all’uso agricolo la quasi totalità del territorio labicano non ancora destinato ad altri usi, contraddicendo i progetti di valorizzazione dell’economia agricola, per la cui promozione proprio la Regione Lazio ha concesso al Comune di Labico sostanziosi finanziamenti;


-          nel maggio del 2010 il Consiglio comunale di Labico, che si pone come comune capofila dell’eventuale consorzio intercomunale, ha approvato la delibera di Giunta suddetta, alla quale, dopo diversi incontri, un gruppo di lavoro (formato da tecnici comunali e del CST) è stato allegato un protocollo d’intesa tra i comuni consorziati che individua ed elenca le caratteristiche dell’ASI Labicana;
-          tra le altre cose è prevista, all’articolo 3 lettera g) del protocollo di intesa suddetto, la possibilità di realizzare e gestire attività di servizio quali la gestione di centrali di cogenerazione per produzione di energia e teleriscaldamento, impianti di selezione e cernita dei rifiuti civili ed industriali prodotti negli agglomerati, impianti per il recupero di materiali riutilizzabili e per lo smaltimento di rifiuti speciali, piattaforme polifunzionali per l'inertizzazione o per la termodistruzione;
-          l’area al momento individuata dal comune di Labico per la realizzazione dell’area di sviluppo industriale è l’unica, di dimensioni apprezzabili, rimasta verde del territorio labicano e è limitrofa ad uno dei quartieri del paese, Colle Spina, i cui abitanti sono evidentemente molto preoccupati per le immaginabili conseguenze negative per la vivibilità della zona sotto il profilo ambientale e sanitario;
-          l’area di Colle Spina risulta carente di qualsiasi tipo di servizio e di collegamento con il centro del paese;
-          nel limitrofo comune di Palestrina si trova un’importante frazione – Carchitti – la cui vocazione è quella della produzione agricola di qualità, decisamente incompatibile con la presenza di un’area industriale;
-          l’amministrazione comunale di Labico e, allo stesso tempo, i responsabili del consorzio per lo sviluppo territoriale a cui è affidato il progetto, hanno dichiarato che la realizzazione del polo industriale/artigianale a Labico sarà un’opportunità per lo sviluppo del territorio e, soprattutto, sarà fonte di posti di lavoro sicuri e, in un’assemblea pubblica tenutasi il 25 settembre scorso, ha dichiarato che sarebbero state consentite esclusivamente attività a basso impatto ambientale, senza spiegare che l’avvio del consorzio di sviluppo territoriale comporta, in base alla citata legge regionale n. 13 del 1997, il trasferimento di tutti i poteri al consiglio di amministrazione del consorzio;
-          un insediamento produttivo analogo sta sorgendo nel comune di Fara in Sabina, località Passo Corese, con la previsione, grazie ad una variante dello strumento urbanistico consortile, di circa dieci milioni di metri cubi di strutture da destinare agli impianti industriali;

Considerato che:
-          inevitabilmente la realizzazione di una zona industriale di tale portata avrà un impatto ambientale devastante su un territorio, come quello di Labico, già minato dalla politica urbanistica degli ultimi anni che ha visto la proliferazione del cemento piuttosto che la conservazione delle zone verdi;
-          con quest’opera verrà compromessa gran parte della coltura locale poiché i pochi terreni ancora coltivati si trovano esattamente nella zona che sarà adibita ad area industriale;




Interroga il Presidente della Giunta regionale


Per sapere:
  • se l’Assessorato competente ha predisposto un programma per lo sviluppo industriale di area vasta che tenga conto delle esigenze del territorio e che punti ad un’omogenea distribuzione degli insediamenti produttivi, al fine di evitare la realizzazione di inutili cattedrali nel deserto, la cui unica motivazione potrebbe essere quella della speculazione sul territorio;

  • se non ritenga di dover valutare con attenzione sia l’opportunità di realizzare un’opera infrastrutturale di dubbia utilità come la Cisterna-Valmontone e, nel caso, se non ritenga necessario avere un chiaro quadro crono programmatico, in modo da non correre il rischio che vengano realizzate anzitempo strutture che portano un’enorme domanda di mobilità, senza che vi sia una funzionale offerta infrastrutturale;

  • se non ritenga necessario avviare da subito uno studio per la valutazione ambientale strategia dell’Area di Sviluppo Industriale territoriale ed ambientale sul territorio dei comuni di Labico e Palestrina, tenendo conto della presenza, a pochi metri dalla zona produttiva, di popolosi nuclei abitativi e di importanti produzioni agricole di qualità.



                                                                                                                  Angelo Bonelli


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