22 giugno 2010

Interrogazione sull'uso di Palazzo Giuliani

Labico, 21 giugno 2010



Al Sindaco del comune di Labico



Oggetto: utilizzo della sala consiliare di Palazzo Giuliani


Il 20 giugno 2010 si è tenuta, presso la sala consiliare di Palazzo Giuliani, una cerimonia di un’associazione storica e culturale denominata “I templari”, finalizzata – tra l’altro – all’investitura di Andrea Giordani, attuale sindaco di Labico;

a quanto risulta la medesima associazione aveva utilizzato palazzo Giuliani in una precedente occasione il 14 maggio 2010;

sulla base della delibera n. 95 del 2009 non risulta che sia possibile consentire l’uso della sala per una simile iniziativa;

il sindaco di Labico, su precisa domanda del primo firmatario della presente interrogazione, ha dichiarato che la cerimonia che si è svolta nel Palazzo è equiparata ad un matrimonio e, di conseguenza, ne può essere autorizzato lo svolgimento nella sala consiliare, previo pagamento dell’importo dovuto;



in quale parte del regolamento per l’uso degli spazi pubblici di cui alla delibera n. 95 del 2009 si faccia riferimento a questa tipologia di eventi per i quali può essere concessa l’autorizzazione all’uso della sala consiliare di Palazzo Giluliani;

sulla base di quale norma del nostro ordinamento l’investitura di un cavaliere templare venga equiparata a quella del matrimonio;

se sia stata presentata e protocollata regolare richiesta di utilizzo della sala consiliare per gli utilizzi del 14 maggio e del 20 giugno e se sia stato pagato il corrispettivo dovuto;

come si possa giustificare questa disparità di trattamento rispeto alle molte associazioni che operano e si impegnano nel territorio di Labico;

se la cerimonia che si è svolta il 20 giugno sia considerata un evento istituzionale o un fatto squisitamente privato.

Palazzo Giuliani, dai Templari al Grande Puffo.


Ormai è definitivamente ufficiale, ne ha dato notizia anche il quotidiano Cinque: Andrea Giordani, sindaco di Labico, è stato proclamato “Cavaliere dei Templari”, in una solenne cerimonia tenutasi domenica 20 giugno a Palazzo Giuliani. Sul fatto in sé nulla da obiettare. Ognuno, nel suo privato, è libero di fare parte di qualunque associazione, purché – ovviamente – nel rispetto delle leggi. Io stesso sto prendendo informazioni su come diventare Grande Puffo e mi dicono che sia necessario affrontare temibili prove come un duello col malvagio Gargamella o una singolar tenzone col perfido Birba. Sono pronto a tutto, ma ho il timore che la mia incoronazione non possa avvenire nella suggestiva cornice della Sala Consiliare di Palazzo Giuliani, come è avvenuto per il mio primo cittadino, né di poter contare sul patrocinio del Comune. Proviamo a capire perché.
Intanto a Labico vige – dall’ottobre del 2009 – un regolamento sull’uso degli spazi pubblici che “inibisce” l’uso della sala consiliare ad usi non istituzionali. Ho chiesto immediatamente spiegazioni al sindaco, proprio mentre stavano finendo di allestire la sala per la cerimonia, il quale mi ha pazientemente spiegato che si trattava di una sorta di funzione religiosa e, come tale, equiparabile al matrimonio. Ragion per cui si giustificava pienamente la concessione della sala. Le sue spiegazioni mi sono sembrate un tantino debolucce e spero che chiariremo quanto prima la questione in consiglio comunale. Nel frattempo ho predisposto, a nome del gruppo consiliare, un’interrogazione con cui chiedevo proprio di fare la massima chiarezza sullo strano modo di gestire gli spazi pubblici e, una volta avute le risposte, tornerò sicuramente sulla questione.
Per il momento vorrei fare solo un’altra considerazione. Possibile che di questo evento, così importante, al punto da meritare finanche il patrocinio dell’amministrazione, non si sia parlato per nulla “prima”? Se il Comune ritiene un’iniziativa talmente meritevole da decidere di patrocinarla, perché non ha mai fatto un comunicato, un manifesto, un volantino? Dopodomani ci sarà un consiglio comunale ad hoc per le interrogazioni. Spero proprio che il nostro sindaco, così sollecito nel censurare il mio comportamento alle processioni, così rapido nel concedere quasi duemila euro di finanziamento ad associazioni culturali esterne, sia altrettanto solerte nel dare le doverose delucidazioni su come vengono gestiti gli spazi pubblici nel nostro paese. Adesso scusate, ma Gargamella mi aspetta.

18 giugno 2010

Interrogazione sui finanziamenti "facili" dell'amministrazione

Gli strani criteri per l'erogazione dei finanziamenti e per l'assegnazione degli spazi a favore di iniziative culturali. Ecco il testo dell'interrogazione presentata per chiedere conto di questa incomprensibile disparità di trattamento.



Al Sindaco di Labico, con richiesta di risposta al primo Consiglio Comunale utile e contestuale iscrizione del punto all’odg


I sottoscritti consiglieri interrogano il sindaco, per sapere, premesso che:

  • in data 24 maggio 2010 l’associazione “In provincia”, un’associazione culturale di Cave, non iscritta nell’elenco delle associazioni registrate presso il comune di Labico, ha presentato una domanda di finanziamento di 1780 euro, per una mostra di quadri da tenersi dal 29 maggio al 7 giugno;
  • in data 27 maggio si è tenuta una riunione della giunta che ha prontamente esaminato la proposta e ha immediatamente deliberato di concedere il finanziamento richiesto;
  • la mostra si è tenuta nel silenzio e nell’indifferenza più totali; non si ha notizia di manifesti o di efficaci forme di comunicazione in merito e neppure gli amministratori hanno ricevuto l’invito all’inaugurazione della mostra;

come giustifichi il Sindaco questa “corsia preferenziale” nei confronti di un’associazione culturale che, pur non essendo iscritta nel registro delle associazioni a Labico e pur non avendo presentato nei tempi previsti un progetto ai sensi del regolamento delle associazioni (come stabilito per le associazioni labicane alle quali, in assenza del progetto, non viene riconosciuto alcun finanziamento), è riuscita ad ottenere una somma piuttosto cospicua per un’iniziativa a cui sembra essere stato dato pochissimo risalto;
come spieghi il Sindaco la disparità di trattamento economico con le realtà associative locali, visto e considerato che ad associazioni che hanno proposto un articolato calendario di iniziative sono state assegnate poche centinaia di euro;
per quale ragione il Sindaco sia così sollecito nel rispondere ad alcune richieste – appena tre giorni per la fortunata associazione culturale cavese – mentre alle istanze delle associazioni labicane talvolta non risponde affatto;
se non ritenga scorretto nei confronti delle associazioni labicane brandire la delibera n. 95 del 2009 per negare a propria discrezione e a proprio piacimento gli spazi pubblici, spazi che invece vengono allegramente concessi ad altre associazioni, senza alcuna apparente giustificazione.


BERLENGHI, SPEZZANO

13 giugno 2010

I manifesti della maggioranza pagati da tutti noi?

Visti gli effetti della nostra comunicazione sul rischio che il "modello di sviluppo" proposto dai nostri amministratori potesse regalare a Labico anche un bell'impianto di termovalorizzazione la maggioranza si è affrettata a far stampare un bel manifesto con cui spiegare ai cittadini labicani la bontà delle proprie scelte.
La cosa in sé non solo è legittima, ma è anche apprezzabile. Rientra in quella che, in una situazione normale, rappresenta una normale dialettica tra coalizioni politiche. Entreremo sicuramente nel merito con una nuova risposta da parte nostra e lo faremo con grande piacere, anche perché le argomentazioni di Giordani e compagnia sono molto deboli e si possono smentire piuttosto facilmente. Vorrei solo fare una piccola riflessione sulla loro concezione "padronale" delle istituzioni.
Abbiamo due coalizioni che si confrontano sui temi e sulle proposte. Ognuna di esse ha il diritto di usare gli strumenti di comunicazione che ritiene opportune, purché - ovviamente - lo faccia nel rispetto degli altri. Noi scriviamo giornali (dei quali paghiamo a nostre spese la stampa e la diffusione); noi curiamo siti web e blog (a costi modesti, ma sostenuti comunque da noi); noi facciamo stampare ed affiggere manifesti (sempre a nostre spese). Loro giornali non ne fanno, ma quando li fanno la stampa e la diffusione li pagano i cittadini labicani e, visto che sono belli patinati e arrivano per posta, il conto è piuttosto salato. Ecco adesso un bel manifesto "istituzionale" per rispondere alle nostre critiche. L'intestazione è esattamente quella della pubblica amministrazione, usata in modo scorretto per fare una comunicazione di parte. Non ho elementi per affermare che il manifesto sia stato pagato dal comune, però il sospetto che sia così mi sembra piuttosto fondato. In ogni caso assistiamo ancora una volta ad un uso improprio di tutto ciò che è pubblico. Fosse solo l'immagine della pubblica amministrazione, tirata e stropicciata senza alcun rispetto a beneficio delle esigenze di parte. Sempre la stessa parte. Tra l'altro la parte sbagliata.

11 giugno 2010

Storie di ordinario degrado


L’amministrazione comunale non dispone certo di un patrimonio immenso e chiunque conosca un po’ Labico sa bene quali siano gli spazi ed i locali di proprietà del Comune. Tra questi va indubbiamente annoverata la zona denominata “I Cerchi”, uno spazio tradizionalmente utilizzato dai ragazzi per incontrarsi e passare insieme pomeriggi e serate, soprattutto nel periodo estivo.  Un’amministrazione comunale seria che dispone di un posto come quello de “I Cerchi” sa di avere a disposizione due strade: la prima è quella di gestire in proprio lo spazio, fornendo un servizio di carattere sociale, offrendo un’opportunità di lavoro a qualche persona e valorizzando una zona così vicina al centro storico; la seconda è quella di affidarne – con procedura di evidenza pubblica – la gestione ad un altro soggetto, individuando una formula che garantisca al privato di trarne il giusto vantaggio economico e al comune di avere sia un equo corrispettivo sia la manutenzione dell’area. Spetterà sempre al comune il compito di vigilare sul rispetto dell’accordo siglato.
Non a Labico, ovviamente. Il bando di appalto, infatti, ha lo stesso sapore di altri bandi che abbiamo visto in passato. Una fugace pubblicazione nell’albo pretorio (la cui effettività non è più verificabile), delle condizioni decisamente favorevoli alla controparte privata e – guarda la combinazione – una sola proposta presentata. La “base d’asta” era di 600 euro annui e l’offerta è stata di 700. Ben 100 euro in più, che hanno fatto balzare l’importo mensile da 50 euro a circa 58. Una cifra da capogiro per quello che è, a tutti gli effetti, un locale commerciale di un discreto pregio, se si tiene conto della potenzialità offerta dagli ampi spazi a disposizione e che il gestore dovrebbe tenere puliti, ma che – in tutta evidenza – sono invece preda dell’incuria e del degrado. Un degrado a cui è stato il comune stesso a dover provvedere a proprie (e quindi a nostre) spese per rendere il luogo appena appena decente per la recita di fine anno delle scuole elementari (a proposito: complimenti alle maestre, al preside e a tutti coloro che, col loro disinteressato impegno, hanno permesso la straordinaria serata).
Possiamo anche sorvolare sugli aspetti più controversi sulle modalità di affidamento dell’area e possiamo anche fare finta che la convenzione stipulata tra l’ente locale e il privato sia ragionevolmente equa, ma per quale ragione, a fronte del totale abbandono della zona, l’amministrazione non interviene con l’immediata risoluzione del contratto? Cosa c’è dietro questa incomprensibile inerzia? Perché ogni volta è la collettività che deve rimetterci – con la negazione di uno dei pochi spazi pubblici – a causa dell’incapacità di chi governa? Queste sono le domande che abbiamo posto al Sindaco e sulle quali vorremmo avere una risposta. Il Presidente del Consiglio, Luciano Galli, aveva promesso che si sarebbe tenuto un consiglio comunale venerdì 4 giugno proprio per rispondere alle nostre interrogazioni. La promessa non l’ha mantenuta ed ha lasciato passare un’altra settimana. Quando tempo dovrà trascorrere ancora perché il proprio orgoglio e la propria dignità prevalgano sulle immaginabili pressioni di chi continua a voler fuggire di fronte alle proprie (ir)responsabilità?

Alle colonne d'Ercole

Alle colonne d'Ercole
La mia ultima avventura